Assessore, Angelo Cuva

In seguito alla moltitudine di commenti negativi circa l’ottenimento da parte del Comune di Canicattì dei finanziamenti atti alla manutenzione del Teatro Sociale, lo stesso Assessore Angelo Cuva in un post sul proprio profilo social di Facebook ha voluto dire la sua sull’argomento:

Il Comune di Canicattì ha ottenuto un finanziamento di 186 mila per lavori di manutenzione e adeguamento del Teatro Sociale.
Fondi stanziati ad hoc dalla Regione Siciliana con specifico bando per interventi riguardanti i teatri dell’isola.

Il progetto finanziato prevede lavori che riguarderanno la sistemazione dei camerini, la riqualificazione energetica dell’impianto di illuminazione, l’acquisto di attrezzature e l’abbattimento di barriere architettoniche.

Si tratta essenzialmente di interventi migliorativi dello stato attuale. Infatti, come di certo saprete, il Teatro Sociale, dopo un periodo di chiusura, è stato riaperto a Dicembre con l’avvio di una stagione concertistica che si è conclusa anzitempo a causa dell’emergenza Covid. In tempi molto celeri abbiamo pure predisposto un avviso per una stagione teatrale.

Avremmo dovuto presentare alla città il palinsesto della rassegna il 10 marzo scorso (sempre a causa del Covid, riprogrammeremo tutto in autunno).

Abbiamo un teatro, quindi, perfettamente funzionante ma che abbiamo inteso migliorare per risolvere alcune criticità.
Non si comprendono pertanto le polemiche e le lamentele sorte anche in questo caso. Appare evidente che c’è una parte che si è preposta l’obiettivo di sminuire e denigrare qualsiasi attività posta in essere da questa amministrazione, a prescindere dal merito.

Soprattutto quando si tratta, come in questo caso, di risultati positivi per la città. È chiaro che c’è sempre altro da fare. In una città come Canicattì i problemi non mancano, ma in questi anni abbiamo dimostrato di saperli affrontare e spesso superare, riuscendo dove altri in precedenza si sono arresi. Continueremo a lavorare con caparbietà per il bene della città, nonostante alcuni denigratori di professione.