Una rappresentanza del Movimento Sociale-Fiamma Tricolore, di Fratelli d’ Italia e di Gioventù Nazionale di Canicattì si sono recati ieri 4 ottobre al Monumento dei Caduti per deporre una rosa in ricordo del supplizio di Norma Cossetto.

La notte tra il 4 e il 5 di ottobre 1943, la studentessa universitaria Norma Cossetto di soli 23 anni, dopo avere subito ogni tipo di violenza veniva infoibata. La famiglia Cossetto viveva nel paesino di Visinada Istria Italiani, oggi Croazia. Il padre era stato un dirigente locale del Partito Nazionale Fascista, ed era stato pure il podestà di quel paesino.

Nessuno della famiglia Cossetto si era macchiato di abusi di potere nei confronti di persone o di cose approfittando del ruolo politico che ricoprivano. Norma frequentava l’ università di Padova iscritta alla facoltà di lettere e filosofia e si era iscritta alle organizzazione giovanili del Partito Fascista. Ecco tutte le responsabilità di Norma. Dopo l’ otto di settembre 1943 Visinada fu occupata dai partigiani comunisti italo-jugoslavi di Tito.

Norma fu convocata presso il comando partigiano per essere interrogata. Dopo un lungo interrogatorio gli fu proposto di entrare nel movimento partigiano ma lei si rifiutò perché non voleva rinnegare l’ Italia e le sue Idee. Fu mandata a casa, per essere riconvocata il giorno successivo. Questa volta non ci fu scampo. Assieme a tanti altri prigionieri italiani furono condotti ad Antignana, in una scuole adibita a carcere qui isolata dal gruppo, i partigiani la legarono su di un tavolo la denudarono ed abusarono di lei con stupri e torture inaudite per lunghissimo tempo.

La notte tra il 4 e 5 di ottobre tutto il gruppo di prigionieri legati con fil di ferro furono portati a Villa Surani per essere infoibati, le donne del gruppo furono trattenute sull’ orlo della foiba per subire un ultimo stupro e terribili torture prima di essere infoibate.