Agrigento, Cgil: “Ridate la scorta a Ignazio Cutrò”

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Agrigento, Cgil: “Ridate la scorta a Ignazio Cutrò”

Il segretario generale della Cgil Agrigento Massimo Raso ha scritto un appello al Ministero dell’Interno e al prefetto di Agrigento, Dario Caputo, al fine di esortarli a ridare la scorta all’imprenditore originario di Bivona nonchè testimone di giustizia Ignazio Cutrò:

“Torniamo ad occuparcene perché riteniamo, alla luce di alcune novità,  particolarmente grave il fatto che allo stesso sia senza un livello di protezione adeguato ai rischi che corre. Oggi Cutrò è senza scorta, – continua Raso – e da tempo porta avanti una battaglia affinché tutta la sua famiglia torni ad essere protetta e non solo la sua persona. Nel frattempo apprendiamo che il capomafia di San Biagio Platani Giuseppe Nugara, cioè la persona che intercettata dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta ‘Mafia della Montagna’, risulta essere destinatario in carcere della misura speciale del 41 bis insieme ad altri esponenti di spicco della mafia agrigentina fra i quali Giuseppe Spoto reggente della famiglia mafiosa di Bivona. Il ministro di Grazia e Giustizia ritiene che queste persone siano pericolosissime e pertanto ha disposto per loro il regime del carcere duro. Si tratta di fatti che, a nostro giudizio, – aggiunge Raso – debbono indurre a rivedere la decisione assunta e a ripristinare un adeguato livello di protezione e sicurezza a Cutrò ed alla sua Famiglia. Ignazio Cutrò, peraltro, non si è limitato ad essere un testimone di giustizia ma, da quel momento, ha intrapreso una battaglia culturale e civile che lo vede presente nel territorio a dare coraggio e ad esortare altri Imprenditori e commercianti ad intraprendere la via della collaborazione e della denuncia. Anche per questo sarebbe un bel segnale vedere che uno Stato che non dimentica ma anzi difende e valorizza le scelte di chi decide di non soccombere alla violenza mafiosa” – conclude il segretario della Cgil agrigentina.

Di Pietro Geremia

 

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