Il Corriere della sera ha formalmente chiesto scusa per aver “urtato la sensibilità dei lettori e della città di Agrigento”. Al termine dei giorni di furenti polemiche social scaturite dalla pubblicazione sull’edizione digitale del quotidiano di una foto del Tempio di Ercole prospetticamente “schiacciato” sulla città, corredato appunto da una didascalia ritenuta altamente offensiva, in primis dall’Amministrazione comunale di Agrigento, arrivano i passi indietro. A chiedere un intervento in tal senso era stato il sindaco della città dei templi,  Lillo Firetto, che aveva scritto appunto alla direzione del giornale per chiedere una rettifica. Nel parlare della grande indignazione popolare di cui lui si faceva carico, il primo cittadino, intervenendo sulla foto specificava che «negli anni ’80 o nei primi anni ’90 quell’immagine aveva l’intento di provocare una reazione, sostenere una tesi che esaltasse il bisogno di ripristinare la legalità in un territorio», ma usarla oggi non poteva avere altro senso che «dileggiare una città che ha invece intrapreso un cammino virtuoso fin quasi a raggiungere il titolo di Capitale Italiana della Cultura per il 2020». La foto, a parere del sindaco è comunque “un falso da un punto di vista ideologico”, dato che “nessun palazzone sta a ridosso del tempio e che l’area archeologica dista cinque chilometri da quel non lusinghiero profilo, peraltro, ahinoi!, tutto legalizzato negli anni Sessanta, e tutt’altro che abusivo, ma frutto del sacco edilizio che investì l’Italia e effetto di scelte urbanistiche scellerate”. «Prendiamo atto dell’inesattezza della nostra didascalia e ci scusiamo se la precedente versione ha urtato la sensibilità dei lettori e della città di Agrigento» scrivono dal Corriere, pur confermando «l’autenticità della foto, realizzata “nel tentativo di tutelare e non di screditare il patrimonio artistico della Valle dei Templi».

Fonte: Gioacchino Schicchi – Lasicilia.it (http://www.lasicilia.it/news/agrigento/142330/il-corriere-si-scusa-per-la-foto-del-tempio-assediato-dai-palazzi.html)