Agrigento e Caltanissetta, duro intervento della “Lav” sulle linee guida microchippatura dei cani

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Agrigento e Caltanissetta, duro intervento della “Lav” sulle linee guida microchippatura dei cani

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa da parte della Lav (Lega anti vivisezione)  in merito alle linee guida sulla microchippatura dei cani  divulgate dalle Asp di Agrigento e Caltanissetta.

“I Servizi Veterinari ASP di Agrigento e di Caltanissetta hanno emanato delle Linee Guida (lettere in allegato) per l’identificazione e l’iscrizione dei cani in anagrafe degli animali d’affezione, che rischiano di vanificare l’incoraggiante aumento dell’88% dei cani microchippati che si è registrato in Sicilia dal 2006 al 2017.

Secondo quanto stabilito dai due organismi, infatti, per essere identificato con microchip e registrato in anagrafe, il cane deve essere di età inferiore ai due mesi, di proprietà del richiedente ed essere nato da madre di proprietà del richiedente, anch’essa identificata e iscritta nella citata anagrafe

Nel caso in cui il cane non risponda ai requisiti stabiliti dai Servizi Veterinari ASP di Agrigento e Caltanissetta, seppur non tutti siano previsti dalla legge, il richiedente sarà sanzionato.

Le Linee Guida emanate dai due Servizi Veterinari non vanno nella direzione di contrastare il randagismo, perché inseriscono nuovi requisiti, e peraltro non sempre possibili congiuntamente, per fare sì che il cane possa essere microcchipato, rendendone così più complicata l’identificazione. La sanzione, inoltre, rappresenta un forte deterrente e scoraggia la microchippatura degli animali che non si trovino nelle condizioni richieste.

Doppiamente disincentivante, dannosa e non prevista da alcuna normativa, dunque potenzialmente illegittima, è la condizione arbitraria secondo la quale il cane deve essere nato da femmina di proprietà del richiedente: oltre a creare i presupposti per l’evasione dell’iscrizione del cucciolo, infatti, crea anche quelli per l’evasione dell’iscrizione della madre non identificata.

Per questi motivi LAV ha chiesto l’immediato annullamento delle Linee Guida e ha rivolto un appello al Presidente della Regione, Sebastiano Musumeci, e agli Ordini dei Medici Veterinari di Agrigento e di Caltanissetta affinché facciano propria la richiesta dell’Associazione.

L’identificazione dei cani è uno degli strumenti chiave per contrastare abbandono e randagismo, che rappresentano sofferenza per gli animali coinvolti e un costo per la collettività, che per la Regione Sicilia nel 2016 è stimabile in oltre di 13 milioni di euro per il solo mantenimento dei cani in canile.– dichiara Ilaria Innocenti, responsabile LAV Area Animali Familiari In una realtà come quella della Sicilia, in cui il tasso di restituzione dei cani al proprietario è bassissimo (il 15,5% dei cani entrati in canile sanitario), anziché prevedere nuovi requisiti altamente penalizzanti per la microchippatura , e sanzionare coloro che vogliono identificare un cane di età superiore ai due mesi di vita, o la cui madre non sia nota o non sia identificata, è necessario non limitare la possibilità di identificazione solo a specifiche condizioni, peraltro neanche previste dalla legge, ed è invece utile prevedere campagne di sensibilizzazione e iniziative di microchippatura gratuita.

In un’ottica di cooperazione con le istituzioni siciliane, come dimostra il Progetto a favore dei cani randagi che LAV ha in corso con il Comune di Palermo, chiediamo alle ASP di Agrigento e Caltanissetta che siano intraprese iniziative volte alla promozione dell’iscrizione dei cani in anagrafe degli animali d’affezione, con particolare riguardo ai soggetti più a rischio di smarrimento e abbandono, anche con il nostro supporto.

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