A poche ore dalla tragedia di Genova molti agrigentini hanno la pelle d’oca sapendo che per anni hanno transitato Ad Agrigento in  un viadotto che porta lo stesso nome del ponte crollato a Genova. L’infrastruttura agrigentina è stata  chiusa solo dal marzo 2017, dopo anni di segnalazioni e un silenzio assurdo della Politica che per decenni si è voltata dall’altra parte ignorando il pericolo. Oggi più che mai viene in mente il pericolo a cui sono andati incontro gli agrigentini attraversando quel viadotto,” viadotto Morandi“, che si regge su piloni in avanzato stato di degrado. Il nome lo si deve al progettista, che in entrambi i casi è Riccardo Morandi. Costruito tra gli anni 60 e 70, stessa epoca dell’infrastruttura genovese inaugurata nel settembre 1967, il viadotto Morandi agrigentino (oggi ufficialmente diviso in viadotto Akragas I ed Akragas II) , così come ricostruito in un’eccellente articolo del collega Mauro Indelicato, de “Il giornale.it” , consente di collegare il centro storico con Villaseta, quartiere in gran parte sorto dopo la frana che il 19 luglio 1966 ha cancellato circa un terzo del centro abitato della città dei templi. Oggi quel viadotto è in gran parte chiuso per gravi problemi strutturali. Nel corso degli anni, oltre ad attirare le ire per via del suo impatto ambientale (diversi piloni sono incastonati sopra una necropoli greca), lungo il viadotto sono occorsi diversi incidenti mortali. Ma la decisione della chiusura è arrivata a seguito di indagini effettuate dall’Anas. Dopo anni di segnalazioni per via delle evidenti problematiche presentate da molti piloni, sulla scia anche di quanto accaduto nel 2015 sulla Palermo – Catania si è deciso di appurare lo stato di salute del viadotto Morandi agrigentino. Nel marzo 2017 è arrivata la chiusura del tratto più lungo, quello che dalla centrale via Dante giunge a Villaseta. Da allora, la struttura si presenta come un lungo serpentone di cemento armato abbandonato e non frequentato. Di recente si è discusso del fatto che, nella migliore delle ipotesi, il viadotto potrebbe riaprire nel 2021 dopo costose (si parla di circa trenta milioni di Euro) opere di manutenzione straordinaria. Stessa epoca e stesso progettista per i due viadotti Morandi, quello genovese e quello agrigentino, ma diverse sono le modalità e le ditte di costruzione. Pur tuttavia, quando ad Agrigento si è saputo che il viadotto crollato a Genova era nominato Morandi, la spina dorsale dell’opinione pubblica ha avuto molto più di un sussulto. Sul sito Ingegneri.info, in un’intervista realizzata nel luglio 2016 l’ingegner Brencich parlava già delle problematiche che interessavano l’opera venuta giù lungo l’A10. Ad Agrigento da anni, come detto, il dibattito sul viadotto Morandi è molto acceso. Due strutture, due storie, forse diverse ma comunque parallele, che testimoniano come l’attenzione in Italia sulle opere più delicate non è e non deve essere mai troppa.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri. Fondatore della testata giornalistica Siciliareporter.com, in pochi anni , è riuscito a far diventare il portale un importante punto di riferimento per l'informazione siciliana.