Sicurezza in auto, dall’ 1 aprile è scattato l’obbligo dei dispositivi di chiamata di emergenza a bordo dei veicoli

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Sicurezza in auto, dall’ 1 aprile è scattato l’obbligo dei dispositivi di chiamata di emergenza a bordo dei veicoli

A qualche giorno dall’entrata in vigore del dispositivo di chiamata d’emergenza eCall – sistema di rete sviluppato da 35 Paesi europei, che verrà installato obbligatoriamente a bordo di tutti i veicoli di nuova omologazione, e destinati ad uso civile e commerciale – atteso il 31 marzo, ecco i primi esempi di applicazione.

A porne l’attenzione è Mercedes, che svela la tecnica di installazione dell’eCall nella propria lineup di modelli: un modulo ulteriormente “potenziato” con una serie di funzionalità supplementari, studiate dai tecnici di Stoccarda come supporto al sistema standard pronto ad entrare a far parte dell’equipaggiamento di bordo dei nuovi veicoli.

Il dispositivo sviluppato da Mercedes, ovviamente conforme al regolamento UE 2015/78 (relativo ai requisiti di omologazione per lo sviluppo del sistema eCall di bordo basato sul servizio 112 e che modifica la direttiva 2007/46/CE: il testo integrale a questo link) è, secondo le finalità individuate a suo tempo dal legislatore, particolarmente utile qualora l’automobilista, o l’autotrasportatore, si trovi coinvolto in un incidente e non abbia la possibilità di chiedere tempestivo soccorso (si sa bene quanto, in questi casi, ogni secondo sia prezioso).

Immediatamente dopo ogni incidente di una certa gravità, il sistema eCall inoltra in automatico una chiamata d’emergenza diretta ai veicoli di soccorso: questi, a loro volta, ricevono l’esatta posizione del veicolo (il sistema si avvale della tracciabilità GPS) oltre ad ulteriori informazioni della massima importanza, come il numero delle persone rilevate a bordo (sulla base dei dispositivi di chiusura delle cinture di sicurezza scattati) ed il senso di marcia dell’auto.

L’azione del sistema eCall Mercedes-Benz (installato in tutta l’attuale lineup della Stella a Tre Punte), attivo gratuitamente per tutti i clienti e in funzione per l’intero ciclo di vita dell’autoveicolo può, a discrezione del singolo utente, essere attivata in forma manuale: ad esempio, per dare comunicazione di un incidente al quale si assiste, oppure per richiedere soccorso nel caso che un occupante del veicolo accusi un malore (ad esempio: un infarto).

Tecnicamente, l’eCall viene attivato in forma autonoma dal dispositivo infotainment di bordo non appena entrino in funzione un pretenzionatore pirotecnico delle cinture di sicurezza o uno degli airbag installati nella vettura; il veicolo assume, quindi, un ruolo-chiave nella comunicazione vocale con la centrale d’emergenza più vicina. Nel caso che dalla vettura coinvolta in un incidente non arrivi alcuna risposta, la stessa centrale avvisa in tempo reale il più vicino servizio di pronto intervento.

In Europa, le centrali Mercedes-Benz deputate alla ricezione e allo smistamento delle chiamate d’emergenza eCall sono tre: una ha sede a Magdeburgo, la seconda a Berlino e la terza a Barcellona. In Asia, l’assistenza viene gestita a Tokyo, Shanghai e Manila (di più lungo utilizzo è negli USA, dove il sistema di chiamata d’emergenza Mercedes-Benz viene montato di serie su tutte le autovetture già dal 1998).

“Attualmente – informa una nota Mercedes che illustra i principi di funzionamento dell’eCall per i modelli della Stella a Tre Punte – più di 3,5 milioni di vetture Mercedes-Benz sono dotate di questo equipaggiamento, disponibile in 35 Paesi europei, anche se in alcuni di questi Stati il servizio non sarà obbligatorio ai sensi della legge a partire dal 31 marzo 2018”.

Per milioni di automobilisti, l’entrata in vigore dell’eCall – riferita ad un’unica centrale che in Europa viene individuata nel numero di emergenza “112” – rappresenta un concreto passo in avanti verso una efficace rete di soccorso, potenzialmente in grado di salvare molte vite umane.

Dati alla mano, informa Mercedes, un recente rapporto a forma della Commissione Europea indica come l’azione combinata fra l’allerta lanciato dall’eCall in maniera tempestiva e la immediata individuazione delle coordinate geografiche del luogo dell’incidente “Consentirebbero di ridurre i tempi di arrivo dei soccorsi del 50% nelle zone rurali e del 40% in città. In questo modo sarebbero 2.500 le vittime della strada che potrebbero essere salvate ogni anno nell’Unione Europea”.

Il 31 marzo dunque, è una data storica per la sicurezza stradale europea: il “giorno X” di debutto dell’eCall, che porta in dote alcuni anni di continuo sviluppo andato di pari passo con l’evoluzione dei sistemi di comunicazione multimediali.

Nel dettaglio, già all’inizio del 2011 venne istituito il protocollo HeHERO (Harmonised eCall European Pilot), progetto di interagibilità e standardizzazione delle chiamate di emergenza – già allora basato sul numero europeo 112 – attuato da nove Paesi fondatori (Croazia, Repubblica Ceca, Finlandia, Germania, Grecia, Italia, Olanda, Romania e Svezia) e cofinanziato dall’Unione Europea secondo il progetto ICT-PSP che poneva le basi per un ulteriore spettro d’azione di un sistema di chiamata d’emergenza autonomo: ciò che, in tempi più recenti, ha portato alla definizione dell’eCall.

Il comunicato Mercedes diffuso in queste ore informa come da tempo i tecnici di Stoccarda siano attenti ad un affinamento del dispositivo eCall (attualmente, “Le apposite centrali europee Mercedes-Benz ricevono ogni mese circa 20.000 chiamate d’emergenza”). Nel dettaglio, oltre alle funzionalità eCall previste dal regolamento europeo, il sistema di chiamata d’emergenza messo a punto da Mercedes offre “Funzioni supplementari”: dalla comunicazione con la centrale nella lingua impostata dal conducente attraverso l’infotainment presente a bordo della propria vettura (anziché nell’idioma del Paese in cui ci si trova); alla “Trasmissione delle indicazioni principali sull’incidente trasmesse alla centrale d’emergenza Mercedes-Benz anche tramite SMS” oltre che mediante il prescritto modulo di comunicazione integrato nel veicolo.

Anche qui è rilevante il contributo della Casa costruttrice nei confronti del trasferimento dei dati dell’incidente e, di conseguenza, della sicurezza stradale.

Fonte:Motori.it

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