Agrigento

Canicattì, a trent’anni dall’omicidio commemorato il giudice Livatino

Trent’anni fa la mafia uccideva in un agguato il giudice di Canicattì Rosario Livatino. Questa mattina nella chiesa di San Diego la stessa che frequentava da giovane con i genitori è stata celebrata una santa messa dall’Arcivescovo Alessandro Damiano. Presenti atorità civili, religiose e militari. Poi nella tarda mattinata commemorazione alla stele in contrada Gasena lungo la statale 640 luogo dove scattò l’agguato. Nel pomeriggio, invece sarà il Capo dello Stato a ricordare il magistrato di Canicattì nel corso di un convegno che si terrà al Palazzo di Giustizia di Palermo.

Questo il messaggio del Presidente della Repubblica in questa giornata : “Rosario Livatino, Sostituto Procuratore della Repubblica e poi Giudice della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, ha condotto importanti indagini contabili e bancarie sulle organizzazioni criminali operanti sul territorio e sui loro interessi economici. Egli ha, tra i primi, individuato lo stretto legame tra mafia e affari, concentrando l’attenzione sui collegamenti della malavita organizzata con gruppi imprenditoriali. Consapevole del delicato ruolo del giudice in una società in evoluzione e della necessità che la magistratura sia e si mostri indipendente, egli ha svolto la sua attività con sobrietà, rigore morale, fermezza e instancabile impegno, convinto di rappresentare lo Stato nella speciale funzione di applicazione della legge”.

Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione, nel trentesimo anniversario dell’uccisione del Giudice Rosario Livatino. “Ricordare la vile uccisione di Rosario Livatino richiama la necessità di resistere alle intimidazioni della mafia opponendosi a logiche compromissorie e all’indifferenza, che minano le fondamenta dello stato di diritto”, afferma il Capo dello Stato.

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Published by
Carmelo Vella