Sabato pomeriggio, gli agenti del commissariato di Canicattì, agli ordini del vice questore Cesare Castelli, hanno proceduto alla cattura del latitante Bouaicha Majdi nato in tunisia nel 1993, senza fissa dimora, attivamente ricercato per esseresottoposto ad ordinanza di esecuzione di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale di Como nel maggio 2017 a carico del predetto ed altri 14 soggetti, italiani ed extracomunitari.

Il predetto, indagato dalla squadra mobile della questura di Como, che aveva condotto delle complessee prolungate indagini su un vasto spaccio di sostanze stupefacenti, non era stato rintracciato ed aveva fatto perdere le proprie tracce.

Poiché  era stata accertata la presenza dell’extracomunitario nella città dell’uva Italia, il personale del commissariato di pubblica sicurezza di Canicattì effettuava da alcuni mesi specifiche attività, durante le quali il tunisino si era reso protagonista di rocambolesche fughe per sottrarsi alla cattura.

Sabato pomeriggio, il predetto personale di polizia decideva di fare irruzione in uno stabile del centro storico, da alcuni giorni attivamente monitorato.

Il tunisino, gravato da diversi precedenti penali e di polizia, vistosi accerchiato, con l’aiuto di un connazionale guadagnava la fuga  uscendo da una finestra di un appartamento dello stabile e, salendo sul tetto di un attiguo edificio, ancora una volta riusciva a dileguarsi evitando l’arresto.

Immediatamente veniva effettuata un’ accurata perlustrazione dell’ampia zona, con posti di blocco e pattuglie anche in auto civetta che dava esito positivo poiché, dopo circa un’ora di fattive ricerche, una pattuglia del commissariato riusciva a localizzarlo nei pressi della zona artigianale, nascosto nella vegetazione.

L’uomo,  a questo punto, si dava nuovamente a precipitosa fuga nella vicina zona rurale ma il predetto personale riusciva a raggiungerlo, bloccarlo e, condotto in commissariato, veniva arrestato.

Inoltre, un coetaneo connazionale del predetto è  stato denunciato per favoreggiamento personale poiché aveva dato ospitalità al latitante ed agevolato la sua fuga, ostacolando attivamente la sua cattura.  Dopo le formalità di rito, il tunisino è stato condotto presso la casa circondariale di Agrigento per ivi rimanere ristretto a disposizione dell’autorità giudiziaria procedente.