Canicattì, Blue Whale: in città una storia che deve far riflettere, attenzione a certe applicazioni

Canicattì,  Blue Whale: in città una storia che deve far riflettere, attenzione a certe applicazioni

Canicattì, Blue Whale: in città una storia che deve far riflettere, attenzione a certe applicazioni La paura  per  i casi di “Blue Whale” assale anche i genitori di Canicattì. In città, una mamma , ci racconta che suo figlio, un ragazzino di 9 anni, dopo aver scaricato un’applicazione su un social che prevedeva il completamento di diversi livelli, alla fine del gioco avrebbe visualizzato il seguente messaggio “Complimenti hai completato il gioco, puoi saltare dal balcone e cadrai in piedi” il ragazzino , convinto di aver  fatto un’azione che avrebbe  innescato l’orgoglio di mamma e papà , completato il gioco  è corso dai genitori  a  raccontare che era stato bravo nel completare tutti i livelli del gioco e che aveva conquistato il potere di saltare dal balcone senza farsi male.

Increduli  i genitori hanno immediatamente spiegato  al piccolo che quello  che  aveva letto non  corrispondeva assolutamente al  vero e che  quell’azione, cioè buttarsi da un balcone, non  va assolutamente fatta  poiché  rappresenta un’azione mortale.

Non sappiamo di preciso di che applicazione si trattasse  e  se  realizzata in maniera ironica ma resta il fatto che in mano ad un bambino , senza il supporto psicologico dei genitori, avrebbe potuto  scatenare conseguenze tragiche.  Per questo motivo,  la navigazione sul web  e nei vari dispositivi, smartphone e tablet, andrebbe assolutamente controllata dai genitori. In un’epoca in cui tanti mentalisti senza scrupoli cercano vittime da adescare  una maggiore prudenza con i propri figli non è mai troppa.

E’ di ieri la notizia di una ragazzina di Caltanissetta che si è tagliata i palmi delle mani per partecipare al primo livello del  “gioco” mortale del Blue Whale, notizia inquietante che speriamo di non dover mai più scrivere.

Per i bambini inoltre, il cellulare non è soltanto pericoloso per i contenuti  scaricabili dal web ma anche per l’emissione delle onde elettromagnetiche. Per questo motivo, i  pediatri  della SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale), riuniti in convegno a Caserta, hanno parlato chiaro.

“Dobbiamo creare linee guida per limitare il più possibile l’uso dei telefonini ai bambini, evitandone totalmente l’uso prima dei 10 anni e limitandone l’uso dopo tale età”  ha detto Maria Grazia Sapia, pediatra esperta di questioni ambientali.

Parole di fuoco contro un fenomeno ritenuto da molti “normale”. Spesso il telefonino arriva a 7 anni (nel 18% dei casi) secondo un’indagine Eurispes, che mette anche in guardia contro i rischi del “sexting”, lo scambio di immagini pornografiche, a volte in cambio di denaro o ricariche.

I rischi insomma di quello che può sembrare un regalo “innocente” (e tranquillizzante per i genitori) coinvolgono la salute fisica e quella psichica. E sono rischi crescenti, man mano che il bambino diventa ragazzino e poi adolescente.

I bambini dovrebbero trascorrere gran parte del proprio tempo all’aria aperta.

Sempre secondo le ricerche effettuate dai pediatri,  non si conoscono  tutte le conseguenze legate all’uso dei cellulari ma da un utilizzo eccessivo potrebbero scaturire una perdita di concentrazione e di memoria, oltre a una minore capacità di apprendimento e un aumento dell’aggressività e di disturbi del sonno.

Condividi su...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo e-mail non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.