Canicatti'

Canicattì, concorso di poesia “Il parnaso – premio Angelo La Vecchia”: premiati gli alunni della scuola Gangitano

Ieri mattina, presso i locali della Scuola secondaria di 1° grado “S. Gangitano” di Canicattì, si è svolta la premiazione degli alunni che hanno partecipato alla I edizione de “La poesia è la mia lingua”, una competizione letteraria realizzata nell’ambito della V Edizione del Concorso di PoesiaIl Parnaso – Premio Angelo La Vecchia”.

Sono state quattordici le scuole che hanno aderito al concorso e circa cinquanta le poesie che sono state selezionate e ammesse da una giuria composta da personalità del mondo della cultura. Tra gli alunni che si sono distinti per la sensibilità poetica dimostrata, anche quattro alunni della classe II B della Scuola “S. Gangitano”, presieduta dal Dirigente scolastico Ivan Cappucci.

Gli alunni premiati sono stati: Dalila Manganello con la poesia “Va il barcone in mare aperto” vincitrice del Premio speciale Centro Studi Toniolo; Lucia Facciponte con la poesia “Un lungo viaggio” che ha ricevuto la menzione speciale “Accoglienza” dal Laboratorio Glutinò; Matteo Ancona e Mattia Abate con la poesia “Il Natale degli immigrati”. Le poesie premiate nascono da una riflessione sulle tematiche dell’accoglienza e dell’inclusione per le quali gli alunni, guidati dalla docente di Lettere Prof. Rosalinda Petix, hanno dimostrato una spiccata sensibilità e una particolare empatia.

Agli alunni premiati, che quest’oggi hanno ricevuto l’attestato di merito, sono giunte le congratulazioni da parte del Dirigente Prof. Ivan Cappucci e da parte del Prof. Calogero La Vecchia, direttore artistico del Concorso. Le poesie premiate sono state inoltre raccolte in una pubblicazione che è stata donata alla scuola. Questa esperienza testimonia come la collaborazione tra scuola e territorio può diventare un importante momento di crescita umana e sociale.

Numerosi sono stati gli alunni della Scuola “Gangitano” che hanno preso parte al laboratorio poetico con entusiasmo scegliendo di trattare tematiche varie accomunate tuttavia da un filo conduttore fortemente legato ai valori della pace: l’amore per il prossimo, la solidarietà, il contrasto ad ogni forma di violenza.

Argomenti delicati e importanti sui quali è stato possibile creare occasioni di riflessione in classe fornendo ai giovanissimi alunni uno stimolo in più per incentivare le proprie doti creative e per sviluppare una sensibilità imperniata sulla reciproca comprensione, fondamentale per debellare ogni forma di razzismo, xenofobia e disprezzo dalle relazioni umane. E, come suggerisce il filosofo Edgar Morin ne “I sette saperi necessari all’educazione del futuro”, educare i giovani alla reciproca comprensione è una delle basi più sicure dell’educazione alla pace.

Prof.ssa Rosalinda Petix

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Published by
Davide Difazio