Informativa Antimafia

Regge in appello l’impianto della sentenza di I grado con cui il Tribunale di Agrigento aveva condannato una serie di giovani canicattinesi per varie attività connesse allo spaccio di sostanze stupefacenti leggere (hashish e marijuana).
L’indagine era stata avviata nell’anno 2012 da agenti del Commissariato di Polizia di Canicattì che sospettarono un giovane del luogo, F. C., di aver perpetrato, insieme a dei complici, una rapina al supermercato Fortè nel quartiere d’oltreponte.
Il posizionamento di numerose cimici e di un segnalatore GPS sull’auto del giovane sospettato, non aveva permesso di risalire agli autori della rapina, ma aveva rivelato la presenza di un vastissimo mercato di “fumo” e di “erba” destinati ai giovani della buona borghesia canicattinese.
Dopo lunghe e laboriose indagini furono portati a processo una ventina di giovani pusher, molti dei quali optarono per il patteggiamento o per il rito abbreviato.
In primo grado solo una decina di giovani scelsero il rito ordinario e furono tutti condannati a pene variabili fra i 6 ed i 9 mesi di reclusione.
Dei condannati, in primo grado, dal Tribunale di Agrigento, Giudice Monocratico Giuseppe Miceli, solo quattro hanno proposto appello (assistiti dagli avvocati Giovanni Salvaggio, Calogero Li Calzi, Calogero Lo Giudice e Paolo Ingrao).
Adesso la sentenza della I sezione penale della Corte di Appello di Palermo che ha confermato le condanne inflitte in I grado ad Orlando Fabio, Chiriac Ovidiu, Cimino Marco e, in accoglimento dell’appello, ha mandato assolto solamente Fazio Carmelo, di anni 26, “perché il fatto non sussiste”.