E’ stata completata lo scorso 26 novembre  la cessione del consorzio acquedottistico Tre Sorgenti all’Ati idrico di Agrigento. Ad avviarla  era stato nei mesi scorsi Carmelo Vaccaro, commissario straordinario nominato dall’assessore regionale agli enti locali  Marco Zambuto dopo le dimissioni dell’ex presidente e dei componenti del consiglio di amministrazione.  All’Ati idrico sono state  cedute le condotte del Tre Sorgenti, le sorgenti, il personale che attualmente è in servizio presso il consorzio che ha sede in Largo Verri, in tutto sei unità, gli immobili di proprietà dell’ente. I comuni che fanno parte del Tre Sorgenti: Canicattì, Campobello di Licata, Ravanusa, Licata, Palma di Montechiaro, Grotte e Racalmuto quindi dicono addio ad un ente di cui erano soci da decenni. “Si tratta- dice il commissario Carmelo Vaccaro- di un passaggio istituzionale previsto dalla legge. Infatti, – aggiunge- il consorzio oltre alle reti ha  consegnato  anche le sorgenti, i beni mobili ed immobili ed il personale attualmente in servizio. Questo è stato fatto- conclude Carmelo Vaccaro- perché abbiamo stilato un verbale che  prevede la consegna all’Ati idrico di Agrigento delle reti dell’acquedotto, la presa in carico dei sei dipendenti e di tutti i beni mobili ed immobili di cui disponeva” In questo modo si mette la parola fine a lunghi contenziosi che si erano aperti tra il Tre Sorgenti e l’ormai fallita Girgenti acque che chiedeva l’acquisizione del consorzio acquedottistico di Canicattì. Adesso, completato l’iter per il trasferimento all’Ati idrico del Tre Sorgenti sarà l’Aica la consortile creata dai comuni agrigentini a gestire tutti gli impianti del vecchio acquedotto che venne fondato nel lontano dicembre del 1916.