La notizia della scomparsa dell’ex sindaco Antonio Scrimali ha lasciato attoniti tutti i canicattinesi che lo hanno conosciuto e apprezzato per le sue doti umane e professionali. Centinaia i messaggi di cordoglio arrivati da esponenti politici, colleghi del mondo della scuola ma soprattutto dalla società civile che ama ricordarlo come un modello di vita, come l’animatore teatrale che amava organizzare gli spettacoli per far divertire l’intera comunità. Di seguito pubblichiamo un messaggio, postato sui Social, dei suoi più stretti collaboratori e amici che negli anni 2000 crearono il movimento politico che portò all’elezione a sindaco di Antonio Scrimali. “Come Sindaco di Canicattì noi crediamo sia stato uno dei migliori sindaci che abbia mai avuto la nostra città e possiamo affermarlo perché siamo stati, a vario titolo e con incarichi diversi, in tutte le Giunte da lui presiedute, quindi ci sentiamo testimoni informati, seppure di parte. Durante la Sua amministrazione molti quartieri hanno cambiato volto e tante opere, progettate durante quella amministrazione, hanno trovato realizzazione in questi ultimi anni, dal monumentale San Domenico alla splendida Badia. Ma i fatti più significativi, che hanno caratterizzato l’impegno politico di Antonio e che vale, veramente, la pena di ricordare non sono solo questi. L’elezione del Professore Antonio Scrimali è scaturita da un movimento popolare che ha voluto e saputo superare la logica dei partiti, delle loro alleanze e dei protocolli intoccabili. Tutti ricordiamo come ebbe inizio. Un gruppo di amici, stanchi di una politica cittadina clientelare ed affaristica, sfidando ogni possibile ritorsione, si rivolse ai cittadini con la propria immagine di persone oneste e leali, riuscendo ad aggregare la parte sana e civica dei partiti locali che, in pieno contrasto con le segreterie provinciali e regionali, aderì ad un progetto di cambiamento non più rimandabile. Antonio Scrimali riuscì, per ben due volte, a rivoluzionare il modo di fare politica, diventando la massima espressione della città di Canicattì. Ma, come spesso accade, i cambiamenti non durano a lungo e sono destinati a finire presto, anche nel peggiore dei modi, perché a tutti sia chiaro e si possa capire che non si va da nessuna parte senza i giusti appoggi. I sogni muoiono all’alba, disse il poeta, e all’alba di quel tragico giorno del Marzo 2004 il sogno è svanito. Un giornalista di “Repubblica” in quella occasione scrisse: “ciò che non ha potuto fare la mafia, l’ha fatto l’antimafia”. Il resto è storia nota a tutti, così come il calvario di questo galantuomo, privato per lunghi mesi della sua libertà, sospeso dall’insegnamento, processato e infine scagionato. Oggi, in tanti piangono la Sua morte prematura e improvvisa che lascia tutti addolorati e sgomenti, ma la città intera lo ricorderà per sempre con stima, con rimpianto e con sincero affetto. Esprimiamo il nostro cordoglio a tutta la famiglia, ai parenti ed agli amici che gli sono stati vicini. Riposa in pace, Antonio”. Angelo Messina, Gaetano Giardina, Raimondo Lorefice, Diego Aprile, Franco Lo Casci