Visita del direttore generale dell'Asp, Gervasio Venuti

Dal 2012 ad oggi non ha usufruito di alcun giorno di ferie. Gli è stato praticamente “vietato” ogni qual volta ne ha fatto richiesta per carenza di personale. E’ la storia dell’ormai ex primario del reparto di chirurgia dell’ospedale Barone Lombardo di Canicattì, il dottor Vincenzo Scudera, che nel 2019 andrà in pensione . Ma sino ad arrivare alla data del pensionamento dovrà usufruire di tutti quei giorni di “vacanza” che non ha potuto prendere in questi anni di duro ma allo stesso tempo gratificante lavoro che ha svolto presso la struttura sanitaria di contrada “Giarre”. Ben 631 giorni. Sono quelli che gli spettano di diritto dopo avere rinunciato per ben 4 anni consecutivi a quello che avrebbe dovuto essere il suo meritato riposo. Ed invece, l’attaccamento al lavoro, il pensiero di dovere lasciare il reparto “sguarnito” ed il divieto dell’Asp, lo hanno portato a rinunciare e a rimanere in servizio. Una richiesta di pensionamento che in pratica ha mandato in tilt i vertici dell’Asp, i quali non si attendevano che il dottor Vincenzo Scudera prendesse questa decisione. Infatti, dal 1993 ad oggi, grazie a lui ed alla sua equipe il reparto ha raggiunto tutti gli obiettivi che l’Asp aveva prefissato, svolgendo una gran mole di lavoro anche a livello ambulatoriale. A Canicattì, è giunta tanta utenza da fuori provincia come ad esempio da Caltanissetta, considerato che lo stesso ospedale Sant’Elia non offriva gli stessi livelli assistenziali se non dopo lunghe liste d’attesa. Ma nel volto del dottor Vincenzo Scudera, oggi si legge anche tanta amarezza. Amarezza, causata dalla consapevolezza di avere dovuto affrontare da “ solo” e senza l’aiuto di nessuno le tantissime emergenze anche burocratiche contro le quali ha dovuto “combattere”.