In queste ore ci sono giunte in redazione diverse segnalazioni di contenitori abbandonati in strada , in alcune vie di Canicattì, contenenti la dicitura “Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo” si tratta di particolari contenitori rilasciati dall’Asp ai soggetti risultati positivi al Covid-19, rifiuti che dovrebbero essere trattati alla stregua dei rifiuti speciali ospedalieri e smaltiti da una ditta specializzata, cosa finora non avvenuta creando disagi sia per coloro che, loro malgrado, sono in quarantena obbligatoria che per gli stessi operatori ecologici esposti al rischio di contagio.

L’amministrazione comunale di Canicattì, che nei giorni scorsi insieme a tutti i Sindaci della provincia di Agrigento, aveva inviato una lettera di protesta all’Asp, chiarisce quanto segue:

“Dopo diverse segnalazioni fatte nei giorni scorsi, sia all’ASP di Agrigento, che al Presidente della Regione Siciliana, all’Assessorato Regionale della Salute Dipartimento acqua e rifiuti e p.c. alla Prefettura di Agrigento sui disservizi che riguardano il ritiro dei rifiuti speciali prodotti da soggetti positivi al Covid, stamattina finalmente ci è stato comunicato che l’ASP ha provveduto ad individuare la ditta specializzata cui è stato affidato il servizio – commenta il Sindaco – tra le segnalazioni fatte ricordiamo sia quelle formulate da questa Amministrazione Comunale che quella congiunta a firma dei 33 sindaci dei comuni dell’agrigentino.

Siamo solidali con le proteste e segnalazioni dei cittadini indignati per essere stati costretti a “collezionare” rifiuti non ancora ritirati dagli addetti ASP.

Tale situazione, se non gestita con la necessaria tempistica, rischia di aggravare ulteriormente il clima di preoccupazione che si respira in città. Auspichiamo quindi, che quanto comunicatoci dall’Asp, trovi immediata applicazione.”

L’Istituto superirore di Sanità, ha rilasciato delle linee guida sulle modalità operative per la gestione dei rifiuti urbani extraospedalieri nelle abitazioni su tutto il territorio nazionale (come da DPCM 26 aprile 2020 e DPCM 17 maggio 2020) distinguendo tra i rifiuti prodotti da soggetti positivi al tampone in isolamento o in quarantena obbligatoria presso le abitazioni e rifiuti prodotti in abitazioni dove non soggiornano soggetti positivi al tampone in isolamento o in quarantena obbligatoria.

Vengono date anche raccomandazioni per gli operatori e per le aziende del settore di raccolta, smaltimento e trattamento dei suddetti rifiuti.

I principali destinatari di queste linee guida sono i Gestori dei Servizi di Igiene Ambientale, inclusi gli operatori degli impianti di raccolta e trattamento dei rifiuti, le autorità ambientali e sanitarie che a livello nazionale, regionale e locale (province, comuni e altri enti territoriali) sono preposte alla tutela della salute e alla salvaguardia ambientale e sono coinvolte nella prevenzione e gestione di rischi correlati raccolta e trattamento dei rifiuti.

Gestione dei rifiuti urbani

Nel presente documento viene considerata la gestione di due tipi di rifiuti urbani, e precisamente:

1)Rifiuti urbani prodotti nelle abitazioni dove soggiornano soggetti positivi al tampone in isolamento o in quarantena obbligatoria (compresi i soggetti in quarantena obbligatoria dei quali non si conosca ancora la positività);

2)Rifiuti urbani prodotti dalla popolazione generale, in abitazioni dove non soggiornano soggetti positivi al tampone in isolamento o in quarantena obbligatoria.

Per i rifiuti di cui al punto 1, in linea di principio, la situazione ideale sarebbe quella di far riferimento a quanto riportato nel DPR 254/2003 “Regolamento recante la disciplina della gestione dei rifiuti sanitari a norma dell’articolo 24 della legge 31 luglio 2002, n. 179” che nell’art. 2, comma 1 lettera 2a) P.to d) che definisce:

“Ai fini del presente regolamento si intende per rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo quei rifiuti che provengano da ambienti di isolamento infettivo e siano venuti a contatto con qualsiasi liquido biologico secreto od escreto dai pazienti isolati”.

Pertanto, i rifiuti urbani provenienti dalle abitazioni dove soggiornano soggetti positivi al tampone in isolamento o in quarantena obbligatoria, dovrebbero essere considerati equivalenti a quelli che si possono generare in una struttura sanitaria, come definiti dal DPR 254/2003.

In tale contesto dovrebbero essere applicate le prescrizioni del DPR stesso; nello specifico i rifiuti andrebbero raccolti in idonei imballaggi a perdere e come riportato all’art. 15:“I rifiuti speciali, prodotti al di fuori delle strutture sanitarie, che come rischio risultano analoghi ai rifiuti pericolosi a rischio infettivo, ai sensi dell’art. 2 comma 1, lettera d), devono essere gestiti con le stesse modalità dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo”.

Lo stesso DPR 254/2003 indica anche il tipo di trattamento a cui tali rifiuti devono essere sottoposti dopo la raccolta presso appositi impianti di:Sterilizzazione (Art. 2 lettera m) in impianti che garantiscano le prestazioni indicate nell’allegato III del suddetto decreto. Dopo la sterilizzazione tali rifiuti possono nell’ordine essere:

a)utilizzati in impianti per produrre combustibile da rifiuto o utilizzati come mezzo per produrre energia;b)inceneriti in impianti di incenerimento per rifiuti urbani a bassa e/o ad elevata efficienza energetica;c)in mancanza di un numero sufficiente di impianti di cui ai precedenti punti 1) e 2) previa autorizzazione del presidente della regione possono essere ammessi al regime giuridico dei rifiuti urbani e alle norme tecniche che disciplinano lo smaltimento in discarica.

L’autorizzazione ha comunque carattere temporaneo fino alla realizzazione di un numero di impianti di incenerimento adeguati al fabbisogno regionale.Incenerimentoin: a)impianti di incenerimento di rifiuti urbani e/o speciali, (R1 e D10), mediante introduzione direttanel forno senza essere prima mescolati con altre categorie di rifiuti. Alla bocca del forno è ammesso il caricamento contemporaneo con altre categorie di rifiuti;b)in impianti dedicati.

Inoltre, in merito all’incenerimento, il caricamento diretto al forno deve avvenire senza operazioni che generino per gli operatori rischi infettivi.Tuttavia la parcellizzazione territoriale e la variabilità del numero di utenze che producono rifiuti di cui al punto 1), unite all’emergenza dovuta all’infezione da SARS-CoV-2, rendono di difficile applicazione pratica le indicazioni sopra riportate.

Per tale ragione, sulla base di quanto su esposto e considerata la natura emergenziale degli interventi legati alla gestione dell’infezione da COVID-19, oltre a quanto eventualmente già disposto dalle singole Regioni, si ritiene utile fornire ulteriori raccomandazioni circa i rifiuti urbani di cui ai punti 1) e 2) la cui raccolta e gestione devono essere garantite trattandosi di servizi pubblici essenziali.Per quanto riguarda i rifiuti di cui al punto 2) si può mantenere il sistema di gestione già in vigore con qualche accorgimento rivolto prevalentemente agli operatori come riportato nel presente documento.

Soggetti positivi al tampone o in quarantena obbligatoria

Nella consapevolezza che la procedura sopra descritta potrebbe essere di difficile attuazione, soprattutto nelle zone con alta incidenza di soggetti affetti da COVID-19, e per l’assenza di contratti in essere conaziende specializzate nella raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti a rischio infettivo, si raccomanda di seguire le procedure riportate nel presente Rapporto ISS COVID-19 n. 3/2020 Rev. 2. Si raccomanda quindi che nelle abitazioni in cui siano presenti soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria, sia interrotta la raccolta differenziata, ove in essere, e che tutti i rifiuti domestici, indipendentemente dalla loro natura (vetro, metallo, rifiuti organici, plastica), includendo fazzoletti di carta, carta in rotoli, teli monouso, ecc., siano equiparati a rifiuti indifferenziati e pertanto raccolti e conferiti insieme. Le mascherine e i guanti dovranno, per ulteriore precauzione, essere inseriti in una busta, prima di essere introdotti nel sacco dei rifiuti indifferenziati, come indicato nel Rapporto ISS COVID-19 n. 26/2020 (20).

Tale scelta è stata determinata per limitare il più possibile errori nella raccolta e nel conferimento dei rifiuti a salvaguardia della sicurezza in ambito domestico e della salute degli operatori ecologici professionali e dei volontari addetti alla raccolta dei rifiuti.Si raccomanda di confezionare i rifiuti in modo da non danneggiare e/o contaminare esternamente i sacchi (utilizzando guanti monouso). Ogni qualvolta siano presenti oggetti taglienti, a punta o comunque in grado di provocare lacerazioni dell’involucro (oggetti o frammenti in vetro o metallo), si raccomanda di eseguirne il conferimento con particolare cura (es. avvolgendoli in carta) per evitare di produrre lacerazioni dei sacchi con conseguente rischio di fuoriuscita del loro contenuto.

Inoltre, dovranno essere utilizzati almeno due sacchetti uno dentro l’altro o in numero maggiore in dipendenza della loro resistenza meccanica. I contenitori all’interno dei quali verranno inseriti i sacchi dovranno possibilmente essere dotati di sistema di apertura con pedale.Si raccomanda pertanto di: i) chiudere adeguatamente i sacchi utilizzando guanti monouso; ii) non schiacciare e comprimere i sacchi con le mani; iii) evitare l’accesso di animali da compagnia ai locali dove sono presenti sacchetti di rifiuti; iv) far smaltire il rifiuto dalla propria abitazione con le procedure in vigore sul territorio (esporli fuori dalla propria porta negli appositi contenitori, dotati preferibilmente di apertura a pedale o nei contenitori/bidoncini assegnati/forniti dai soggetti preposti alla raccolta, o gettarli negli appositi cassonetti condominiali o stradali destinati ai rifiuti indifferenziati).

I guanti monouso utilizzati per l’operazione dovranno essere rimossi rovesciandoli (per evitare che vengano a contatto con la cute) ed essere eliminati nel successivo sacco di rifiuti indifferenziati.

Nel caso in cui il soggetto positivo o in quarantena non possa far ritirare i rifiuti da qualcuno che si faccia carico del loro conferimento o con altra modalità prevista sul territorio, si raccomanda di istituire un servizio dedicato di ritiro da parte di operatori addestrati (es. Protezione Civile, Esercito, Croce Rossa, ecc.).

Modalità di conferimento dei rifiuti

Per i soggetti positivi o in quarantena obbligatoria si possono configurare le seguenti modalità di conferimento dei rifiuti:dove la raccolta del rifiuto preveda conferimento in cassonetti stradali o condominiali, si suggerisce, laddove possibile, di istituire un servizio dedicato sia di consegna del materiale necessario al confezionamento del rifiuto (sacchi, nastro adesivo o lacci), sia di successivo ritiro del rifiuto dal domicilio della persona positiva o in quarantena.

Ove possibile tale servizio dovrebbe essere svolto da parte di operatori del settore di raccolta e smaltimento rifiuti o in alternativa da operatori che svolgono assistenza domiciliare a questi soggetti (es. Protezione Civile, Esercito, Croce Rossa, ecc.) a seguito di segnalazione da parte dell’Azienda Sanitaria Locale di competenza.

I rifiuti dovranno essere confezionati come nel presente documento. Si raccomanda di prelevare tali rifiuti almeno due volte alla settimana, verificando l’integrità dei sacchi;nelle aree dove viene effettuata, ad opera del Gestore, la raccolta domiciliare porta a porta, gli operatori del settore, a seguito di segnalazione da parte dell’Azienda Sanitaria Locale di competenza secondo le procedure territoriali, si occuperanno di consegnare il materiale necessario al confezionamento del rifiuto indifferenziato (sacchi, nastro adesivo o lacci). I rifiuti dovranno essere confezionati come previsto nel presente rapporto.

Oltre al buon confezionamento del sacchetto, dovrà essere appropriata e adeguata alla situazione contingente anche la modalità di conservazione del rifiuto prima che venga portato al sito di ritiro da parte degli operatori incaricati della raccolta (es.l’utilizzo di bidoncini domestici all’interno dei quali riporre i sacchi, avendo cura di richiuderne i coperchi dopo ogni deposito di rifiuti).

Si raccomanda agli operatori addetti alla raccolta di verificare che i sacchi non siano danneggiati, prima di procedere al loro caricamento sul mezzo di raccolta; nelle aree dove il tipo di raccolta è misto (porta a porta e contenitori stradali), può anche essere prevista, solo per le utenze condominiali, la sostituzione temporanea dei bidoncini utilizzati per il porta a porta con contenitori condominiali o stradali.

Tale soluzione eviterebbe la permanenza dei rifiuti sul suolo pubblico e quindi l’esposizione a fattori imprevisti di contaminazione del bidoncino. Nel caso in cui si fosse adottata la sostituzione temporanea, si raccomanda che il conferimento e la raccolta siano effettuati sempre nel rispetto di quanto indicato nel presente rapporto. Negli altri casi si prosegue con la modalità di raccolta prevista dal gestore;Gli operatori addestrati (es. Protezione Civile, Esercito, Croce Rossa, ecc.) che svolgono assistenza domiciliare ai soggetti positivi al tampone o in quarantena obbligatoria dovranno concordarne le modalità con il Gestore locale.

Andranno comunque messe in atto le raccomandazioni di cui sopra. Al fine di consentire a tutti gli addetti al sistema di raccolta e gestione la facile identificazione di tali rifiuti si raccomanda, laddove possibile, di utilizzare sacchi e/o contenitori di colore differente da quelli già utilizzati per rifiuti di alto tipo.

Raccomandazioni per gli operatori del settore di raccolta dei rifiuti

Relativamente agli operatori del settore dell’igiene ambientale (Raccolta e Smaltimento Rifiuti) si raccomanda l’adozione di dispositivi di protezione individuale (DPI), come da gestione ordinaria, in particolare di mascherine (filtranti facciali FFP2 o FFP3), compatibilmente con la valutazione del rischioin essere in azienda.

Il personale che esegue la raccolta e il trasporto dei rifiuti dovrà essere adeguatamente formato e informato. Per attività che prevedono il sollevamento di polveri grossolane, polline, terriccio, e analoghi, potrebbe essere possibile l’utilizzo di una doppia maschera chirurgica.

Alla luce delle conoscenze scientifiche attualmente disponibili e delle principali modalità di trasmissione di questa malattia (droplet e contatto), le mascherine chirurgiche opportunamente certificate e preferibilmente del tipo IIR o equivalente, in grado di proteggere l’operatore che le indossa da schizzi e spruzzi, rappresentano una protezione sufficiente nella maggior parte dei casi, come indicato nel Rapporto ISS COVID-19 n. 2/2020 (21). È comunque opportuno tenere presente che, come sopra descritto, fattori ambientali favorevoli (es.irraggiamento solare) possono ridurre l’esposizione a condizioni di rischio, essendo in grado di disattivare in tempi rapidi il virus.

Esclusivamente nel caso di attività di raccolta presso utenze con accertata presenza di soggetti positivi alla COVID-19 o in quarantena obbligatoria, si raccomanda l’utilizzo di guanti monouso al di sotto dei normali guanti da lavoro non monouso al fine di prevenire il contatto della pelle con gli indumenti da lavoro e le mascherine; si consiglia, inoltre, agli operatori di procedere alla svestizione a fine turnocome di seguito descritto, attenendosi comunque alle regole generali di distanziamento fisico di cui al DPCM 26 aprile 2020 e al DPCM 17 maggio 2020:

Rimuovere la tuta monouso nell’apposito locale e inserirla nell’apposito contenitore per gli indumenti da smaltire fornito dalla Azienda e presente nello spogliatoio.Rimuovere i guanti da lavoro non monouso riponendoli, se sanificabili, in apposito sacco di plastica predisposto per gli indumenti da sanificare, intendendosi per sanificazioneil complesso di procedimenti e operazioni di pulizia e/o disinfezione, dove verrà eventualmente inserita anche la divisa da lavoro.

Nel caso i guanti non monouso non siano sanificabili, o siano stati manipolati sacchi danneggiati e/o con visibile contaminazione esterna, i guanti debbono essere conferiti nel contenitore degli indumenti da smaltire; si raccomanda all’operatore di segnalare l’accaduto al proprio responsabile che provvederà alla sostituzione dei guanti da lavoro non monouso.

Rimuovere i copriscarpe monouso e gettarli nell’apposito contenitore per gli indumenti da smaltire.

Procedere alla sanificazione dei guanti monouso ancora indossati, simulando le operazioni di lavaggio delle mani, anche mediante l’apposito disinfettante a base alcolica (75%v/v).

Rimuovere le calzature antinfortunistiche avendo cura di non farle entrare in contatto con gli altri indumenti ancora indossati.

Rimuovere la divisa da lavoro senza scuotere o agitare gli abiti, avendo cura di non farla entrare in contatto con l’arredo del locale, e, se del caso, secondo le regole aziendali, riporla direttamente e delicatamente nell’apposito sacco degli indumenti da inviare a sanificazione dove sono stati inseriti i guanti non monouso.

Rimuovere i guanti monouso rovesciandoli e inserirli nell’apposito contenitore per gli indumenti da smaltire. Dopo aver applicato le consuete obbligatorie norme igieniche alle mani (acqua e sapone e/o gel idroalcolico), procedere alla rimozione dei DPI a protezione delle vie respiratorie avendo cura di non toccare le parti esterne e gettarli nel contenitore per i dispositivi da smaltireGli operatori della raccolta dei rifiuti devono comunque attenersi alle norme igieniche precauzionali raccomandate dal Ministero della Salute, astenendosi dal servizio in caso di affezioni respiratorie e stati febbrili.

Raccomandazioni per le aziende di raccolta e gestione dei rifiuti

L’Azienda è tenuta ad essere a conoscenza della procedura di raccolta dei rifiuti così come descritta nel presente documento e ne dovrà dare comunicazione agli utenti. In particolare, l’Azienda sarà tenuta a segnalare che, ove siano presenti soggetti positivi al tampone o in quarantena obbligatoria, si intende sospesa la raccolta differenziata nelle abitazioni.

Pertanto, in questi casi, tutti i rifiuti prodotti da tali soggetti, confezionati in un doppio sacco come già descritto sopra, dovranno essere conferiti nella frazione del rifiuto urbano indifferenziato. Per la raccolta di rifiuti presso utenze con accertata presenza di persone positive alla COVID-19 o in quarantena obbligatoria, l’Azienda dovrà dotare i propri dipendenti almeno dei seguenti dispositivi:

tuta monouso da indossare sopra la divisa da lavoro da alienare alla fine di ogni turno;guanti non monouso da sanificare alla fine di ogni turno. Dove non sia possibile la sanificazione, predisporre possibilmente un cambio ad ogni turno e ogniqualvolta il dipendente riferisca di aver maneggiato un sacco danneggiato;

facciale filtrante (FFP2 o FFP3); copriscarpe monouso;guanti monouso (in lattice, nitrile o in altro materiale in grado di assicurare un equivalente livello di protezione).Le aziende dovranno inoltre individuare apposite aree, anche all’interno degli spogliatoi esistenti o all’interno di altri locali idonei, in grado di assicurare le condizioni imposte dal DPCM del 9 marzo 2020 e s.m.i., destinate esclusivamente alle operazioni di svestizione degli operatori che hanno effettuato il servizio di raccolta dei rifiuti provenienti da soggetti in quarantena obbligatoria e/o risultati positivi al tampone.

In tale area dovranno essere messi a disposizione di ogni singolo operatore appositi sacchi di plastica di adeguata resistenza chiaramente identificabili, utilizzando, ove possibile, anche colorazioni specifiche, per gli indumenti da sanificare (tuta da lavoro e guanti non monouso) e appositi contenitori per quelli monouso (tute monouso, guanti monouso, copriscarpe monouso, mascherine facciali filtranti) da avviare a smaltimento. Inoltre, dovrà essere presente un dosatore di disinfettante a base alcolica (75% v/v).

Si consiglia di procedere alla sanificazione di tale area preferibilmente dopo ogni operazione di svestizione, e comunque almeno una volta al giorno, ad esempio, con un protocollo che preveda la detersione delle superfici prima con tensioattivi e successivamente la disinfezione con prodotti a base di ipoclorito di sodio allo 0,5% o alcol > 65% v/v.Per la raccolta di rifiuti presso le utenze domestiche tradizionali, l’Azienda dovrà continuare ad applicare le stesse misure di prevenzione e protezione adottate in condizione di regime ordinario e a fornire i dispositivi di protezione individuale previsti dalla valutazione del rischio prevista dal DL.vo 81/2008.

Alla luce delle conoscenze scientifiche attualmente disponibili e delle principali modalità di trasmissione di questa malattia (droplet e contatto), per alcune attività che non presentano particolari rischi di esposizione professionale è consentito fare ricorso a mascherine chirurgiche opportunamente certificate e preferibilmente del tipo IIR o equivalente, quali dispositivi idonei a proteggere gli operatori, in alternativa ai facciali filtranti.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri. Fondatore della testata giornalistica Siciliareporter.com, in pochi anni , è riuscito a far diventare il portale un importante punto di riferimento per l'informazione siciliana.