Prosegue a ritmo serrato la campagna vaccinale rivolta al personale delle aziende ospedaliere e dell’azienda sanitaria provinciale di Catania.

Una evoluzione che la Ugl etnea sta continuando a seguire con attenzione, anche in vista dei richiami che si terranno nella seconda metà di gennaio.

Ad allarmare il sindacato è però il fatto che non sia stato concordato un preciso piano territoriale e che, in atto, la categoria dei disabili fisici e psichici, prioritaria, con i relativi operatori delle strutture preposte, non è in programma.

“Le notizie che arrivano da Asp ed ospedali, al netto del caso della lavoratrice in shock anafilattico che speriamo si rimetta al più presto, sono rassicuranti.

Più del 60% dei lavoratori ha ricevuto la prima inoculazione, motivo per cui vogliamo guardare avanti perché non si perda tempo prezioso, dato che nel nostro contesto metropolitano il numero di contagi non diminuisce – dicono il segretario territoriale Giovanni Musumeci, Carmelo Urzì ed Aurelio Guglielmino che della Ugl provinciale sono invece rispettivamente segretari delle federazioni Sanità e Medici.

Prendiamo atto, inoltre, che la stessa campagna è stata avviata e proseguirà nelle case di cura, nelle Rsa e nelle case di riposo, ma adesso chiediamo maggiore attenzione sulla “seconda fase”. Bisogna pensare alla popolazione che, prima di tutto, va tranquillizzata ed orientata a dovere, visto che oggi non si conosce la procedura per accedere al vaccino.

Come sindacato, crediamo che la piattaforma utilizzata per i dipendenti del comparto medico e sanitario (con la pre – registrazione sul web) sia adattabile per gli oltre 800 mila aventi diritto dell’area metropolitana di Catania, possibilmente con l’aiuto dei medici di base che, auspichiamo, vengano vaccinati in tempi rapidi.

Si raggiungerebbero così tre obiettivi: uno tecnico come la facilitazione per l’utente di poter accedere al vaccino, il secondo sanitario ovvero l’analisi preventiva del vaccinando ed il terzo, quello a nostro avviso importante, sociale con la sensibilizzazione nei confronti di un tema ostico per una buona parte delle persone – aggiungono.

Da parte nostra, dunque, immaginiamo un sistema informatizzato che (per area territoriale) sia capace di indirizzare il cittadino verso una struttura dedicata, fornendo giornata e orario della vaccinazione. Si potrebbe realizzare anche una sorta di centro unico di prenotazione telefonica, o coinvolgere anche la rete delle farmacie.

In ogni caso – evidenziano – bisognerà dare informazioni chiare per evitare, in primo luogo, che avvengano assembramenti al di fuori delle strutture stesse. Non possiamo permetterci affatto né di sbagliare, né di accumulare ritardi inutili, con l’augurio che si sblocchi oltretutto la vicenda delle forniture dei cluster vaccinali.

Ci rivolgiamo quindi all’Assessorato regionale della Salute, al commissario provinciale per l’emergenza Covid-19 ed ai vertici dell’Asp, perché da qui a breve si possa mettere in piedi un modello pratico per consentire ai catanesi di vaccinarsi.

Chiediamo, principalmente, che le istituzioni a vario titolo preposte siano ancora più vicine ai cittadini, con campagne di comunicazione ed una costante attività informativa chiara, per evitare fughe di notizie spesso non vere, fraintendimenti ed allarmismi tali da poter soltanto compromettere la situazione in ulteriormente un momento delicato come quello attuale.

Noi dalla Ugl – concludono Musumeci, Urzì e Guglielmino – come sempre siamo pronti a dare attivamente una mano, essendo coinvolti nella questione anche numerosi lavoratori, poiché riteniamo la vaccinazione un grande gesto di responsabilità.