Il pubblico ministero Alessandra Russo, ha chiesto il rinvio a giudizio di tre marescialli di Dia, Guardia di Finanza e Carabinieri e di due imprenditori, accusati di corruzione.
Secondo gli atti processuali, che si riferiscono anche agli sviluppi di altri procedimenti già approdati nelle sedi giudiziarie, gli accusati avrebbero “Favorito assunzioni in cambio di informazioni riservate riguardanti anche indagini in corso o sull’istruttoria relativa alle certificazioni antimafia in cambio di favori personali di varia natura“
Si tratta di S.T., 54 anni, maresciallo aiutante delle Fiamme Gialle; F.B., 57 anni, in servizio nella Guardia di Finanza; S.M., 63 anni, militare in servizio nei Carabinieri; A.I., 57 anni, di Canicattì e V.P., 53 anni, di Licata questi ultimi due sono imprenditori, legali rappresentanti di una società che opera nel campo della nettezza urbana.
L’ipotesi della Procura, riguarda una presunta corruzione dei tre marescialli messa in atto dai due imprenditori in cambio informazioni riservate su indagini in corso che li riguardavano e sull’istruttoria relativa alle certificazioni antimafia.
Ieri mattina, l’udienza preliminare davanti al gup Stefano Zammuto, è stata rinviata di una settimana per un altro impegno professionale dell’avvocato Giuseppe Barba che compone il collegio difensivo insieme ai colleghi Daniela Posante, Antonino Ragusa e Angelo Balsamo.
Per singole altre accuse di abuso di ufficio e rivelazione di segreto di ufficio è stata già disposta l’achiviazione per prescrizione. I fatti si riferiscono agli anni 2012 e 2013.