Nel tentativo di far entrare telefoni cellulari nel carcere “Pasquale Di Lorenzo” di contrada Petrusa ad Agrigento, alcuni individui in passato hanno utilizzato droni.
Allo stesso tempo, altri cercano di inviare pacchi contenenti vestiti e beni di prima necessità per i detenuti, ma vi nascondono anche sostanze stupefacenti. Ieri, durante i controlli, sono stati ritrovati tre pezzi di hashish all’interno di altrettanti paia di jeans.
Gli agenti della polizia Penitenziaria di Agrigento, supportati dall’unità cinofila “Ares” di Palermo, solitamente impiegata al “Pagliarelli”, hanno immediatamente sequestrato la sostanza illecita. L’apertura di un’inchiesta è stata avviata tempestivamente.
L’identità del detenuto destinatario del pacco è stata individuata insieme al mittente, che ora rischia conseguenze legali presso la Procura della Repubblica di Agrigento. Le strisce di hashish, accuratamente nascoste nei jeans, sono state scoperte grazie al fiuto infallibile di “Ares” durante il controllo in presenza del detenuto.
Questa operazione mette in luce la crescente sfida delle autorità penitenziarie nel contrastare i tentativi di introdurre sostanze illecite all’interno delle strutture carcerarie.
L’utilizzo di tecnologie avanzate, come i droni, e l’efficacia delle unità cinofile rappresentano una risposta determinata a questa costante minaccia.