Nel corso di un’ordinaria operazione di controllo del territorio, la Polizia di Stato di Catania ha fatto una scoperta sconcertante: una saracinesca semiaperta in via della Concordia ha catturato l’attenzione degli agenti, che hanno deciso di effettuare un controllo approfondito.
All’interno di un deposito destinato allo stoccaggio di bibite, i membri della Squadra Volante della Questura di Catania hanno fatto una scoperta scioccante: un noto pregiudicato catanese del 1988 era intento a assemblare artifizi esplosivi artigianali.
Armato di forbici casalinghe, nastro adesivo per imballaggio e altri materiali, stava creando una vera e propria “fabbrica” clandestina di esplosivi.
Grazie all’intervento tempestivo degli agenti, l’uomo è stato fermato mentre non maneggiava gli esplosivi direttamente e portato in sicurezza.
Vista la gravità della situazione e il rischio connesso alla presenza di una grande quantità di esplosivo in un luogo non sicuro, è stato richiesto l’intervento del personale specializzato del Nucleo Artificieri della Questura e del Gabinetto regionale della Polizia Scientifica.
Gli artificieri, giunti sul posto, hanno proceduto al recupero sicuro di tutto il materiale esplosivo, richiedendo l’autorizzazione per la rimozione e il trasporto in un luogo idoneo.
Nel frattempo, una perquisizione presso l’abitazione del sospettato ha rivelato dieci batterie di fuochi pirotecnici di libera vendita, ma oltre la quantità consentita senza specifiche autorizzazioni.
Dopo un’attenta verifica e inventario del materiale nel deposito, sono stati sequestrati 1876 manufatti esplosivi illegali, inclusi 113 inneschi, appartenenti alla categoria F4, con un peso complessivo di circa 114 kg.
Vista la pericolosità del materiale, è stato affidato in custodia giudiziale a una ditta specializzata in attesa della successiva distruzione.
L’uomo è stato quindi arrestato per i reati di fabbricazione e detenzione di materiali esplosivi senza licenza, e il P.M. di turno ha disposto gli arresti domiciliari presso la sua abitazione con applicazione del braccialetto elettronico.
L’arresto è stato convalidato oggi dal GIP, che ha confermato la misura degli arresti domiciliari in attesa del giudizio.