Tampone-coronavirus

La casa di riposo di S. G. la Punta, focolaio di Covid -19 con una ventina di positivi tra pazienti e operatori è da alcuni giorni in quarantena totale. Nessuno può entrare né uscire dall’edificio.

Gli operatori risultati positivi, ma asintomatici sono rimasti all’interno e solo così stanno continuando l’assistenza ai pazienti infettati – sembra siano 12 – mentre i due ospiti risultati negativi sono stati trasferiti in un’altra ala dell’edificio per separarli dai contagiati.

Gli altri operatori sanitari negativi al virus sono stati messi dall’Asp in quarantena insieme alle loro famiglie. Resta il nodo della individuazione di tutti quei parenti e amici degli operatori risultati positivi, ma asintomatici, che sin dal primo caso di coronavirus nella struttura, scoperto dopo il ricovero il 18 marzo di una anziana poi deceduta e risultata positiva post mortem, non avendo sintomi hanno continuato a fare la vita di sempre: lavoro, casa in famiglia andando anche a fare la spesa e le altre mansioni.

Si tratta di un particolare non di poco conto perché dal giorno dei tamponi per tutti alla casa di riposo, disposti dall’Asp il 22 marzo e i risultati pervenuti il 9 aprile sono trascorsi oltre 16 giorni. Per un lungo periodo queste persone non sono state messe in isolamento e hanno continuato a circolare liberamente non soltanto a S. Giovanni La Punta , ma anche negli altri paesi di residenza, Valverde, Aci S. Antonio…

Il delicato tema case riposo ed rsa è al centro dell’agenda dei vertici dell’Asp. Nei giorni scorsi tra le varie opzioni è circolata quella di tamponi per tutti gli anziani e gli operatori delle strutture catanesi, ma ieri, da fonte autorevole, è circolata un’altra voce e cioè quella che proprio nei giorni scorsi sarebbero finiti i tamponi a disposizione dell’Asp che a questo punto sarebbe in attesa del nuovo carico dalla Protezione civile.

Se questa notizia dovesse trovare conferma nelle alte sfere dell’azienda provinciale vorrebbe dire che tutte le richieste di tamponi sul territorio, che sono ancora in attesa, potrebbero subire un rallentamento sui tempi già di per sé molto lunghi e falsare anche i numeri de contagiati sul territorio.

Va un po’ meglio, al contrario, sul fronte degli ospedali dove da alcuni giorni è partito – anche se ancora per via ufficiosa – il laboratorio dell’ospedale Cannizzaro che consentirà di lavorare i tamponi dell’ospedale con una relativa velocità al contrario dei giorni di attesa quando i tamponi prendevano la via del Policlinico.

Agata Consoli, segretario territoriale della Fials-Confsalha chiesto tamponi per tutti gli operatori sanitari: «Gli ospedali si confermano i luoghi maggiormente esposti a rischio contagio, rinnoviamo il nostro grido di dolore auspicando che vengano effettuati tamponi a tutti gli operatori sanitari» .«Prima riusciremo ad avere un controllo capillare su tutte le strutture ospedaliere, prima argineremo i possibili nuovi contagi».

Sul fronte del nuovi casi ieri giornata un po’ più movimentata al pronto soccorso del Policlinico per due pazienti fortemente sospetti entrambi poi ricoverati in rianimazione. In attesa di risultati anche i tamponi su altri tre pazienti. Relativa calma invece negli altri due ospedali dove sarebbero calati gli intubati in rianimazione. Al Garibaldi addirittura ieri zero casi alle Malattie infettive.

Sul fronte delle mascherine una ditta piemontese, di proprietà di catanesi, la Diastar che produce presidi elettromedicali, ha inviato a Catania mille mascherine validate e certificate dall’istituto superiore di sanità. Le mascherine sono state distribuite al reparto di Ematologia del Policlinico, al personale dell’Oda, ai Vigili del fuoco, ai Vigili urbani e alla Polstrada. Un’altra azienda di Catania, l’Ara, ha invece effettuato a titolo gratuito la sanificazione di tutti gli esterni del Policlinico e del San Marco.