Vince il processo ma non può festeggiare perché morto. E’ questo il triste destino del proprietario della ditta “Giovanni D’Anna”, aggiudicataria nel 1990 dell’appalto da 1,5 miliardi di lire per la costruzione della piscina comunale andata poi a processo perché l’amministrazione in carica sospese i lavori per due anni, per la necessità di approvare delle perizie di variante ritenute illegittime dall’imprenditore. Il contenzioso infatti, fu iniziato nel 1997 e terminato dopo vent’anni, con la condanna di circa 250 mila euro imposta da parte della Cassazione al comune di Menfi a risarcire la ditta proprio dopo pochi mesi dalla morte del proprietario.
Di Pietro Geremia












