Ravanusa, Tiro con l’arco: Clamorosa rinuncia della Tappa del Campionato Nazionale prevista in città

Ravanusa, Tiro con l’arco: Clamorosa rinuncia della Tappa del Campionato Nazionale prevista in città

Ha fatto scalpore la notizia di rinuncia ad organizzare la tappa nazionale di Ravanusa, unica tappa nell’agrigentino, soprattutto perché avviene a pochi giorni dai festeggiamenti per i vincitori premiati al Campionato Nazionale di Tiro con Arco Tradizionale, Storico e Medievale LAM 2018, a cui hanno preso parte numerosi arcieri da tutta Italia, rigorosamente in abiti storici e medievali, tra cui, ricordiamo che su 11 medaglie, tra oro, argento e bronzo, conquistate dagli arcieri siciliani, di questeuna medagliaè stata assegnata in provincia di Agrigento, proprio a

Ravanusa, per la categoria Under 17 e precisamente alla giàCampionessa Nazionaledi tiro con Arco StoricoGaya Tricoli, appartenente ai Guerrieri Ravim – Arcieri della Fortezza del Monte Saraceno e del Satiro, a cui si è aggiunta una ulterioremedagliache è stata assegnata al piccoloRiccardo D.K. Nigroper la categoria unica Under 10 (categoria dove tutti i bambini vengono premiati a prescindere della posizione ottenuta) anch’esso appartenente agli arcieri di Ravanusa, gruppo che ad oggi, insieme al campione nazionale Under 14Claudio Mario Tricolie ben cinque Maestri d’Arco Nazionali all’interno (tra cui Andrea Tricoli, Pietro Nigro, Edy Tricoli, Antonino Sutera Sardo e Giuseppe Brancato), è tra i gruppi arcieristico-formativi siciliani più importanti dell’isola.

Durante la riunione nazionale annuale dei Maestri d’Arco, tenutasi a Majolati Spontini (Ancona), alla presenza del Presidente NazionaleCarlos Alberto Owen, dopo aver ringraziato la presidenza e la segreteria nazionale per aver autorizzato anche per il 2019 il gruppo arcieri di Ravanusa ad effettuare una tappa di Campionato Nazionale, il Direttore del Centro ACAMSMaestro d’Arco Andrea Tricolie il responsabile della sezione ArmiMaestro d’Arco Pietro Nigro, hanno pubblicamente dichiarato di rinunciare quest’anno ad organizzare la tappa di Ravanusa suscitando incredulità e sgomento tra tutti i presenti che ambiscono ad effettuare nei propri paesi e città una tappa di campionato così importante.

La scelta di rinunciare, dopo anni intensi e impegnativi, con non pochi sacrifici per portare a Ravanusa un campionato nazionale -dice il Maestro d’Arco Pietro Nigro- avviene dopo la risposta del Sindaco di Ravanusa Carmelo D’Angelo <<è una bellissima iniziativa ma anche per quest’anno non è possibile nessun contributo ..vedremo, forse, un altr’anno>>.

A questa dichiarazione del Sindaco si aggiunge anche il totale disinteresse da parte dell’amministrazione comunale ad offrire un luogo dove gli atleti arcieri possano allenarsi oltre al rammarico per i ragazzi che, ad oggi, nessuno dell’amministrazione si sia complimentato con loro per aver raggiunto il podio in nazionale, anche con una semplice stretta di mano.
Inoltre dopo le costose ed eccessive richieste in stile antiterrorismo da parte della Questura di Agrigento che, nella precedente tappa, svoltasi a Luglio, con arcieri provenienti da tutta Italia, con biglietti fatti e camere prenotate, solo 48 ore prima, pena l’annullamento dell’evento, aveva imposto la presenza di bagni chimici in quantità idonea (in una piazza dove sono presenti con i loro servizi almeno una decina di bar), i valichi con transenne e sicurezza “certificata” con bodyguard ad ogni valico,

supervisionati da parte dei carabinieri, per evitare l’accesso a persone con bottiglie di vetro e/o oggetti contundenti, per un evento che si svolge con semplicità e pacatezza la domenica mattina (con premiazioni pomeridiane) e coinvolge qualche centinaio tra bambini, ragazzi ma soprattutto famiglie.
Richieste che non trovano riscontro quando invece si tratta di eventi con oltre 5000 persone (vedi capodanno, carnevale o ferragosto) direttamente organizzati dallo stesso comune.

Come al solito -dice il Direttore Tricoli- le amministrazioni comunali parlano bene, di volere appoggiare gli eventi delle associazioni che portano turismo in paese, e poi razzolano male. Abbiamo perso la grande occasione per la valorizzazione del sito archeologico del Monte Saraceno, del museo e per portare una “boccata di ossigeno” a tutte le attività artigianali e commerciali presenti nel territorio che oramai sono al collasso.

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