Sicilia, aggressioni in corsia e ospedali come il Far West

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Sicilia, aggressioni in corsia e ospedali come il Far West

Esercito, soldato deceduto per malattia oscuraC’è chi invoca il ritorno dei “Vepri siciliani”, cioè l’esercito, c’è chi invece parla di una maggiore collaborazione tra operatori sanitari e cittadino.

Le aggressioni sono ormai all’ordine del giorno e sembra che si stia sempre più diffondendo un vergognoso fenomeno. La verità è che si è rotto il patto tra medico e paziente.

Ultimo grave episodio si è consumato, ancora una volta in un ospedale palermitano: l’ospedale Civico. Questa volta, la vittima è un infermiere colpito, giovedì sera dal parente di un ammalato. Lo stesso infermiere, poche ore dopo, come denunciato al posto di Polizia, è stato costretto a nascondersi nello sgabuzzino, con un medico, perché il padre di una bambina, in codice verde, voleva picchiarli.

La prima aggressione è avvenuta con i parenti di una ragazza vittima di un incidente stradale. Ma i congiunti, stanchi di aspettare, si sarebbero scagliati contro l’infermiere per i tempi ritenuti troppo lunghi. E’ stato la guardia giurata a fare allontanare gli aggressori. Nell’altro episodio, come si apprende, un medico in servizio e sempre l’infermiere, si sono dovuti chiudere in uno sgabuzzino per tentare di evitare un’ulteriore aggressione. Sono usciti solo dopo l’arrivo della Polizia. I “camici bianchi” lanciano un “Sos”: «Ci vogliono i militari 24 ore su 24».

Antonio Iacono, sindacalista della Cimo e consigliere dell’Ordine dei Medici di Palermo la pensa in altro modo: «La violenza non si combatte con altra violenza. Nei prossimi giorni organizzeremo una manifestazione a Palermo, un corte di pace, per far comprendere a cittadini che occorre cambiare la cultura. Noi medici siamo in prima linea per offrire la nostra opera e non siamo nemici». Allo stesso modo la pensa un altro medico in “front office”: «Non servono gli eserciti ed i militari. Non siamo nel Far West, occorre cambiare la cultura dei cittadini».

Massimo Geraci, responsabile regionale per le aree di emergenza del sindacato Anaao Assomed. «Questa escalation di aggressioni non è più tollerabile. Giovedì al pronto soccorso dell’ospedale Civico ho trovato una persona che teneva sotto minaccia psicologica i miei colleghi e gli operatori. Non è possibile che gli agenti di polizia non possano allontanare queste persone perché non c’è la flagranza. Servono regole d’ingaggio diverse per garantire la sicurezza in questi delicati posti di lavoro dove si svolge servizio pubblico. Per questo come sindacato chiederemo urgentemente un incontro al prefetto di Palermo».

La direzione dell’azienda ospedali riuniti “Villa Sofia-Cervello”, dove si sono registrati nei giorni scorsi altri episodi di ha inoltre inviato all’assessore regionale alla Salute una nota sull’attuale emergenza sociale: «Non dobbiamo commettere l’errore di considerare gli ospedali fortezze da blindare con presidi di tecnologia crescente e metodi di sorveglianza sempre più sofisticati. Né basta lamentarsi del fatto che la riorganizzazione delle Forze dell’ordine abbia portato con sé la riduzione fino all’abolizione dei posti fissi di Polizia nei nostri presidi Ospedalieri». Anche il Codacons chiede l’intevento dell’Esercito. Il segretario nazionale Francesco Tanasi: «Basta violenza negli ospedali, abbiamo inviato la richiesta al Governo nazionale chiedendo l’invio dell’esercito in Sicilia negli ospedali e nelle guardie mediche per tutelare l’incolumità del personale medico e paramedico».

CRESCE  LA PAURA

«Due aggressioni in una sola notte, altre cinque nel giro di un paio di settimane, un clima di tensione e paura che rende ormai difficile lavorare con serenità e garantire un servizio adeguato agli utenti. Siamo in piena emergenza, ma a volte ci sembra di lottare da soli una battaglia che dovrebbe coinvolgere tutti a 360 gradi». Lo dice Giovanni Migliore, commissario dell’Arnas Civico di Palermo.

Fonte: Lasicilia.it
(http://www.lasicilia.it/news/palermo/153684/aggressioni-in-corsia-ospedali-come-il-far-west-ci-vogliono-i-vespri-siciliani.html)

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