Carabinieri e polizia di Stato hanno dato un colpo al mandamento mafioso di Ciaculli, Roccella e Brancaccio. Coordinati dalla Dda di Palermo nel corso della notte hanno dato esecuzione e 16 fermi nei confronti di altrettanti indagati accusati di associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata del metodo mafioso.

La Polizia di Stato ha concentrato le investigazioni sui contesti territoriali di pertinenza delle famiglie mafiose della Roccella e di Brancaccio. Si tratta di una vasta operazione che giunge al termine di due anni di indagini che hanno riguardato il mandamento mafioso di Brancaccio e Ciaculli sulla scia delle operazioni “Maredolce” 1 “Maredolce” 2 e “Sperone” concluse tra il 2017 e il 2019.
Sono stati individuati capi e gregari delle famiglie mafiose della Roccella e di Brancaccio e ricostruite le loro responsabilità su 50 episodi estorsivi in danno di quasi altrettanti operatori economici.

I carabinieri, concentratisi sul vertice del mandamento di Ciaculli – Brancaccio. In particolare, l’attività di indagine è scaturita dalle acquisizioni antecedenti al fermo (operazione Cupola 2.0) di Leandro Greco che avevano messo in luce il rapporto tra il giovanissimo referente della commissione provinciale di cosa nostra e capo mandamento di Ciaculli e il cugino Giuseppe Greco, 63 anni, detto il senatore. È stato infatti possibile accertare che a seguito dell’arresto di Leandro il mandamento mafioso sarebbe stato retto da Giuseppe che si è occupato di relazionarsi con le dipendenti famiglie mafiose di Brancaccio, Roccella e Corso dei Mille.

Il presupposto per assicurare nel tempo ai due l’egemonia sulle altre famiglie assorbite sotto l’influenza del mandamento mafioso di Ciaculli (già Brancaccio) è stato assicurato dal rapporto di parentela con il noto boss mafioso Michele Greco detto il papa. Leandro ne è infatti nipote in linea diretta mentre Giuseppe Greco è figlio di Salvatore Greco, detto Il senatore, fratello di Michele.