Sicilia, per la Cassazione è lecito insultare un sindaco che non rispetta le promesse elettorali

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Sicilia, per la Cassazione è lecito insultare un sindaco che non rispetta le promesse elettorali

La Corte di Cassazione, con sentenza n°317 depositata nella giornata di ieri,  ha riconosciuto il diritto di critica politica a un gruppo di consiglieri comunali dell’opposizione che avevano affisso lungo le vie cittadine di Furci Siculo, in provincia di Messina, dei manifesti nei quali l’ex sindaco Bruno Antonio Parisi veniva definito “falso, bugiardo, ipocrita e malvagio” per aver deliberato l’erogazione dell’indennità di funzione “così tradendo le promesse elettorali”.

In primo grado, il Tribunale di Messina nel marzo 2014 aveva escluso l’esimente del diritto di critica politica “viste le connotazioni personali delle ingiurie contenute nel testo dei manifesti” e aveva condannato i consiglieri di opposizione. Su ricorso degli stessi imputati, la Corte di Appello di Messina nel marzo 2016 li aveva invece assolti.

Successivamente, il ricorso presentato dal Sindaco Parisi per ottenere il risarcimento dei danni da diffamazione, andando a finire sui banchi della Suprema Corte, è stato quindi respinto. Di conseguenza, meglio mantenere le promesse elettorali a meno che non si voglia finire sbeffeggiati sui manifesti affissi dagli avversari politici che sono legittimati a dare del falso e del bugiardo a chi, dopo essere stato eletto, fa dietrofront sugli impegni presi davanti ai cittadini.

Di Pietro Geremia

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