Sicilia, Valguarnera: l’ ex sindaco Sebo Leanza invia una lettera sul Prg

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Sicilia, Valguarnera: l’ ex sindaco Sebo Leanza invia una lettera sul Prg

Ex sindaco di Valguarnera Sebo Leanza interviene sul PrgL’ ex sindaco di Valguarnera Sebo Leanza invia una lettera al sindaco Francesca Draià e al presidente del Consiglio comunale, Enrico Scozzarella, sul discusso problema del Prg (Piano regolatore generale).

Ecco la lettera che  pubblichiamo integralmente:

“Mi permetto di inviare ai rappresentanti degli organi comunali alcune considerazioni sugli atti proposti e deliberati e su alcune dichiarazioni riportate dagli organi di stampa.

L’Amministrazione Comunale, con atto deliberativo n. 85/2013, ha emanato un atto d’indirizzo ai responsabili del settore tecnico ed economico finanziario; atto d’indirizzo che presupponeva l’avvio della procedura per la revisione del PRG, senza la quale il nostro Ente sarebbe stato commissariato dal competente assessorato regionale. La scelta di dare incarico al responsabile del settore tecnico per avviare la procedura di revisione del PRG, nell’ambito delle sue funzioni e competenze professionali, consentiva il raggiungimento dei seguenti obiettivi: accelerare le procedure per evitare il commissariamento dell’Ente e garantire il massimo contenimento della spesa.

Nel deliberato citato letteralmente si legge al p. 2 “demandare al responsabile del settore tecnico di compiere gli atti gestionali di propria competenza” e al p. 3 “demandare al responsabile del settore economico/finanziario di predisporre le somme necessarie nel redigendo bilancio pluriennale 2013/2015”.

E’ stato affermato, da più parti, che la delibera n. 85/2013 è nulla perché mancante del parere economico/finanziario, forzatura interpretativa non supportata dalla normativa, né dalla diffusa giurisprudenza in relazione alla fattispecie. L’atto deliberativo non può che considerarsi un atto d’indirizzo propedeutico alla delibera di approvazione delle linee/guida per lo sviluppo socio/economico ed urbanistico del Paese, di specifica competenza del Consiglio Comunale, adempimento compiuto legittimamente dal Consiglio Comunale con delibera n. 27/2014.

 

La giurisprudenza inquadra la casistica non nella illegittimità dell’atto bensì nella semplice irregolarità procedurale, per altro successivamente sanata dai pareri espressi da parte del responsabile economico/finanziario sulle determinazioni del dirigente del Settore Tecnico in esecuzione all’atto d’indirizzo.

 

Sul parere espresso dal Responsabile del Settore Economico/finanziario, la giurisprudenza è costante nell’affermare che il parere favorevole del tecnico/contabile non può limitarsi ad attestare la regolarità dell’impegno finanziario ma attesta anche la regolarità e legittimità della procedura degli atti richiamati nelle determinazioni dirigenziale e nelle deliberazioni degli organi.

 

Chi, oggi, afferma la nullità dell’atto deliberativo n. 85/2013, non può non tenere conto che in delibera è richiesto ed ottenuto il parere favorevole del Segretario Generale il quale svolgeva la funzione anche di Responsabile del Settore Economico Finanziario conferita con decreto sindacale.

 

Ho appreso che un Consigliere Comunale ha esposto denuncia nei confronti dell’Arch. Mazza ritenendo che, rispetto al mandato conferito dalla Giunta Comunale con delibera n. 85/2013, il medesimo avesse compiuto atti che non rientravano nella specifica sua competenza e per questo ha invitato la procura della repubblica di Enna a verificare se, dagli atti prodotti dal responsabile del settore tecnico, si potevano rilevare comportamenti perseguibili dal punto di vista penale.

 

La procura della repubblica, esperite le indagini, ha emesso nei confronti di Mazza un decreto di archiviazione il quale certifica che non è stato compiuto alcun atto penalmente rilevante. Dalla completa lettura del provvedimento di archiviazione si legge che il Mazza, sottoscrivendo gli atti nella qualità di responsabile del settore tecnico, firmava “Architetto Mazza”, di fatto avrebbe dovuto firmare “Architetto junior”, essendo in possesso della Specializzazione all’esercizio della libera professione rilasciata dall’università di Catania, facoltà di Architettura.

Da alcuni articoli di stampa, dalle dichiarazioni pubbliche e dagli atti fin qui prodotti, emerge che il responsabile del settore tecnico non avrebbe potuto elaborare la revisione del Prg. Non emerge però che il responsabile del settore tecnico ha conferito apposito incarico ad un tecnico abilitato per co-progettare la revisione del Prg e le relative norme di attuazione, tecnico che ha espletato la sua funzione firmando gli atti di progettazione.

 

Il dubbio più volte espresso dai rappresentanti degli organi istituzionali sulla legittimità degli atti e l’inerzia relativa agli adempimenti da compiere per il completamento dell’iter relativo alla revisione del Prg, ha determinato la nomina di un commissario che di fatto e di diritto sostituisce, nella funzione per la specifica materia, la Giunta comunale.

 

Comprendo che rispetto a interpretazioni sulla regolarità degli atti prodotti, gli amministratori e i funzionari si fermino in attesa che succeda qualcosa; mi domando per quale motivazioni, dopo anni d’attesa, il responsabile del settore tecnico, in data 10/7/2017, abbia elaborato una proposta di revoca dell’atto consiliare n. 27/2014, approvata con immotivata celerità, nella stessa giornata, da parte del Consiglio comunale.

 

L’asserzione da parte degli organi tecnici del comune sulla presunta illegittimità/ irregolarità, degli atti prodotti, perché non è stata immediatamente sanata, magari chiedendo al nuovo responsabile di effettuare una verifica tecnica sugli atti prodotti, fare proprio l’attività svolta dal gruppo piano, riscontrare i rilievi del Genio civile e proporre, a propria firma, al Consiglio comunale l’approvazione definitiva della revisione sul Prg.

 

Una gestione lineare e coerente con l’attività dall’Ente avrebbe optato per una soluzione che consentisse di ultimare l’iter di competenza comunale sulla revisione del Prg. Si è optato, invece per annullare il tutto e ripartire da capo; per conferire quindi nuovi incarichi, effettuare nuove indagini, rimettere in discussione le politiche di sviluppo urbano del territorio, le norme regolamentari e magari individuare nuovi spazi per soddisfare ambienti e nuovi interessi economici che non trovano riscontro nelle direttive emanate dal Consiglio Comunale nel 2014.

 

La celerità con la quale il Consiglio comunale ha annullato la delibera n. 27/2014, ritengo che sia conseguenza di due eventi: archiviazione da parte della procura dell’esposto contro il tecnico Mazza e la nomina del commissario ad acta che avrebbe escluso dalla gestione del Prg i rappresentanti dell’Ente. Rilevo che in diversi altri atti  amministrativi i medesimi tecnici, invece, hanno mostrano una sufficiente elasticità nell’interpretare ed applicare le norme di riferimento, cosa a mio parere giusta.

Il modo in cui si è proceduto su questa vicenda rappresenta una forma di “accanimento amministrativo” verso la precedente attività gestionale e amministrativa, alimentata da un sentimento di “cattiveria politica” che non si concilia con la tradizione e la storia dell’impegno civico dei tanti amministratori che si sono succeduti nella gestione del nostro Ente.”

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