Fermo pesca in Sicilia: le precauzioni da adottare quando si acquista il pesce

Fermo pesca in Sicilia: le precauzioni da adottare quando si acquista il pesce

Il fermo pesca che in questo periodo sta coinvolgendo quasi tutta la penisola ha come conseguenza la difficoltà di reperimento del pesce fresco.

Il 9 settembre, infatti, è scattato il fermo pesca in alcune tratte del Mar Ionio e del Tirreno, e il termine è fissato a 30 giorni esatti. Sono diverse le regioni coinvolte da questa decisione, dalla Puglia alla Basilicata, passando per la Calabria, la Campania e una parte del Lazio.

Questa misura volta a tutelare l’equilibrio biologico marino non ha risparmiato nemmeno la Sicilia, dove anche qui avrà una durata di 30 giorni, per la precisione dal 1 settembre al 2 ottobre. Quali rischi si corrono? Occorre prestare attenzione alla qualità del pesce acquistato ed ecco quindi alcuni consigli per scegliere al meglio.

Come riconoscere il pesce fresco

Come anticipato, il fermo pesca aumenta il pericolo di trovare del pesce cattivo in vendita, dunque emerge la necessità di capire come riconoscere il pescato fresco. Perché in caso contrario, si rischiano svariate conseguenze in termini di salute. Ci ha pensato Altroconsumo a fornire alcune dritte molto utili per gli acquirenti, ed ecco uno dei suggerimenti più importanti: verificare l’etichetta e dunque la provenienza geografica del pesce, controllando sempre anche la data del pescato.

Tale controllo è molto facile da fare quando si acquista il pesce fresco online sui siti dei supermercati specializzati, mentre risulta più complesso quando si va in pescheria. In quest’ultimo caso, è sempre bene chiedere al pescivendolo informazioni attendibili e verificabili sui prodotti. Quando si deve comprare il pesce fresco, poi, bisogna prestare attenzione agli occhi: il pescato fresco, infatti, ha delle pupille dalla forma convessa (“bombata”) e dall’aspetto vivido e brillante.

Anche lo stato delle branchie è da valutare con prudenza: meglio optare per il pesce con branchie rosse e sprovviste di muco. La pelle, poi, solitamente appare vivida se il pesce è fresco e il muco sopra di essa non è colloso ma acquoso. Inoltre, il pescato fresco non mostra mai segni di desquamazione e la carne spicca per la sua compattezza.

Attenzione al pesce straniero

Il fermo fa sì che aumenti il pericolo di trovare del pesce straniero congelato sui banconi dei prodotti freschi, una circostanza da evitare il più possibile. La prima precauzione da adottare, nonché la più importante di tutte, è sempre la stessa: verificare la provenienza geografica studiando nel dettaglio le etichette. Come capire da dove proviene il pescato? L’area di pesca (detta GSA) viene identificata sempre da un codice univoco, come nel caso del codice 37.1 (pescato in zona FAO – Mediterraneo).

Naturalmente esistono anche altri codici che identificano le aree sicure, e nello specifico le sotto-zone: il 9, ad esempio, certifica la presenza di pesce pescato nel Mar Ligure e nel Tirreno (come nel caso del 10 – Tirreno centro-meridionale). Il GSA 11, invece, identifica il pescato proveniente dai mari della Sardegna e il 16 il pescato in Sicilia meridionale. I pesci dell’Adriatico vengono contrassegnati dai codici GSA 17 e 18, mentre il 19 appartiene allo Jonio occidentale. Infine, troviamo il 7 (Golfo del Leon), il 15 di Malta e l’8 della Corsica.

Il fermo pesca in Sicilia e in altre regioni d’Italia impone di fare attenzione a ciò che compriamo presso i banconi per evitare il rischio di acquistare pesce non fresco e dannoso per la salute.

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