Ragno violino, il suo morso può essere pericoloso: nelle case si nasconde tra la biancheria e dietro i battiscopa

Ragno violino, il suo morso può essere pericoloso: nelle case si nasconde tra la biancheria e dietro i battiscopa

Ecco dove vive il ragno violino (nome scientifico Loxosceles rufescens), che in questi giorni è protagonista delle cronache nazionali per il caso del  vigile morso a Terni. Delle sue peculiarità parla oggi Il Messaggero.

Si tratta di un aracnide molto timido che raramente attacca.

Si chiama così per una sorta di disegno nerastro sull’addome, dalla forma simile allo strumento da cui prende il nome.

Dove vive. Originario del bacino del Mediterraneo, il ragno è comune in Francia, Portogallo, Spagna, Italia, Grecia, Creta, Turchia, tutti i paesi del Nordafrica dal Marocco all’Egitto, Israele, Palestina, Giordania e Libano. Si chiama anche ragno eremita: è un insetto notturno e di giorno si nasconde nelle fessure.

Il ragno violino è tendenzialmente schivo, motivo per cui quando lo si incontra tende a scappare anziché pungere.

Dove vive in Italia. La distribuzione nel nostro Paese è varia. In pianura padana e nelle regioni più fredde, il ragno violino è più raro mentre si trova facilmente lungo le coste tirreniche, adriatiche e ioniche. In Sicilia, Sardegna e nelle isole minori è molto comune.

Il vero problema è che si trova molto vicino alle aree urbane e, temendo il freddo, spesso finisce nelle abitazioni, quasi invisibile.

In casa il ragno di giorno vive nascosto in luoghi come fessure, battiscopa, retro dei mobili, scatole, ceste di legno, ma anche e soprattutto in mezzo alla biancheria.

Le dimensioni del ragno sono di 7 millimetri per il maschio e 9 per la femmina.

Il morso. Specie molto velenosa, il morso è indolore e la zona della pelle che viene punta all’inizio non manifesta subito alterazioni o segni.

Nell’arco delle ore successive al morso la zona punta può diventare rossa e formicolante.

Il ragno violino con il suo morso può veicolare batteri anaerobi che complicano il decorso della lesione. Nei casi più gravi i batteri possono causare la liquefazione dei tessuti.

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